La storia del reggiseno dall’antichità ad oggi

Donna sensuale in completo intimo rosso

Con un’evoluzione di oltre 100 anni alle spalle, il reggiseno rappresenta oggi non solo un indumento necessario per supportare il seno, ma un autentico strumento di seduzione.

Nel 1914, quando l’americana Mary Phelps Jacob apportò alcune modifiche al proprio corsetto brevettando così il primo reggiseno, non esistevano né quelli adesivi, né quelli sportivi, né quelli a fascia. Già un’idea simile era stata proposta all’Esposizione Universale di Parigi da Hermine Cadolle nel 1889, con dei ritagli triangolari di seta rosa legati e intrecciati sulla schiena. E pensare che oggi il reggiseno è un indumento base per tutte le donne, con la sua morbidezza, la sua classe e la sua sensualità.

Già presso gli antichi romani e gli antichi greci, il seno veniva coperto e sostenuto tramite il mammillare, una vera e propria fascia contenitiva di cuoio, o lo strophium, che aveva la funzione di sostenerlo. Il seno veniva infatti considerata una parte del corpo piuttosto volgare e, come tale, doveva essere camuffata tra le vesti; nei secoli successivi, la funzione principale delle soluzioni molto spesso raffazzonate antenate dei moderni reggiseni, era quella di sostenere una parte del corpo molto delicata mediante un gioco di fasce che stringevano e sollevavano.

Occorre fare un triplo salto carpiato temporale per atterrare attorno agli anni Trenta del 1900. L’introduzione nel campo dell’abbigliamento e della biancheria intima del nylon, del rayon e dei tessuti elastici consente di limare i prezzi, rendendo accessibile l’acquisto del reggiseno a tutte le donne. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, con il movimento pin-up, il seno viene agghindato e il corpo viene abbracciato da tubini che mettono in risalto le forme: nasce il primo prototipo casereccio di reggiseno push-up, il Very Secret, che sfrutta dei cuscini d’aria per aumentare il volume del seno.

Le cose si ribaltano negli anni Sessanta e nel cambio generazionale dei canoni estetici femminili: la donna, da formosa e morbida, diventa magra e snella. È il momento di indossare la minigonna e appendere al chiodo il reggiseno, che diventa vittima delle proteste femministe, finendo al rogo in molte piazze del mondo essendo considerato simbolo dell’ormai obsoleto ruolo della donna nella società. Potrà fare nuovamente capolino nei guardaroba femminili a partire dagli anni Settanta, spuntando in Francia il primo prototipo di reggiseno senza cuciture, e recuperare la funzione seducente negli anni Ottanta, con il ripristino della donna prosperosa come ideale di bellezza. Dagli anni Novanta e con l’avvento del Wonderbra, capace di regalare una taglia in più a qualunque seno, il reggiseno non sta più nascosto sotto bluse e vestitini, ma deve essere messo in bella vista. Oggi è difficile pensare di non indossare il reggiseno o di accontentarsi di un modello qualunque. Tra reggiseni a balconcino, imbottiti, contenitivi e addirittura magnetici, con tutte le fantasie pensabili per risultare gradevole anche alla vista, ogni donna può giocare con la propria personalità senza dover rinunciare al piacere di indossare elemento che sia comodo, bello e seducente.